Pensi di aver perso vista da vicino?
Hai superato la cosiddetta “misura del braccio”?
Ho tre notizie per te, due buone e una meno buona.
Partiamo da quella meno buona.
Solitamente si ha difficoltà ad ammettere di aver perso vista da vicino o ad indossare gli occhiali
per la prima volta perchè ci sembra di esser diventati vecchi.
Orbene fughiamo tutti i dubbi con l’etimologia della parola presbiopia:
Il nome presbiopia deriva dal greco “presbys” che significa vecchio e “opia” che indica occhio ed è
tradotto con l’espressione “vista da anziano”.
Ecco quindi, in parte è vero, qualcosa divecchio c’è, ma come vedremo potrebbe essere una accezzione
solo oculare. Ma passiamo alla prima buona notizia:
La presbiopia non è annoverata tra i difetti visivi perchè è la conseguenza del fisiologico processo di
invecchiamento, quindi vale per tutti, chi prima o chi dopo è una tappa fissa.
Quando si è giovani, la lente nell’occhio è flessibile e relativamente elastica. Può cambiare la sua
lunghezza o forma con l’aiuto di un gruppo di muscoli che circondano l’occhio permettendo così di
mettere a fuoco le immagini vicine e lontane. Con il passare degli anni le fibre muscolari e il cristallino
perdono flessibilità e si irrigidiscono, di conseguenza l’occhio perde gradualmente la sua capacità di
focalizzare.
Tuttavia oltre all’età altri fattori di rischio possono contribuire a diminuire l’elasticità del cristallino e di
conseguenza ad anticipare l’insorgenza della presbiopia nelle persone di età inferiore ai 40 anni. Quando i
sintomi della presbiopia si verificano prima del solito, si parla di presbiopia prematura e tra tali fattori di
rischio abbiamo l’uso prolungato di alcuni farmaci (antidepressivi, antistaminici, diuretici,
cortisonici),l’abuso di alcol, il diabete, la sclerosi multipla o altre patologie croniche autoimmuni.
Seconda buona notizia è che si può correggere, e in diversi modi.
Il più utilizzato è sicuramente l’occhiale e perchè no, magari un gran bell’occhiale da vicino, con lenti
antiriflesso. Puoi optare anche per delle lenti a contatto multifocali, anche se possono risultare di difficile
adattamento, altra opzione è quella di sottoporsi ad una chirurgia refrattiva detta Lasik, ma in questo caso
entriamo nel mondo della chirurgia oftalmica alla quale solo un oculista può indirizzarti. Cogliamo
l’occasione per ricordarti che noi ottici-optometristi non ci sostituiamo mai ai medici oculisti.